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Saharawi |
Ai Presidenti e CD AIC regionali
3 giugno 2009
Cari Presidenti e Consiglieri,
come relazionato alla Convention del 17 Aprile u.s., il progetto Saharawi ha assunto per AIC un significato importante dovuto all’impegno che molti di noi vi hanno profuso in questi anni, ai risultati ottenuti, nonostante le mille difficoltà logistiche, di lingua e culturali, alle emozioni che ogni missione ci regala. Il mio pensiero, inoltre, è legato anche al ricordo di ciò che per noi la celiachia è stata nel lontano ’79, quando i pochi diagnosticati allora avevano sete di informazioni, e io tra loro guardavo con sollievo e riconoscimento i pochi aiuti ricevuti, nonostante avessi la voglia di lottare per un miglioramento. Il Saharawi oggi è il nostro ’79, aggravato dalle condizioni igienico-sanitarie molto spesso precarie e dall’inospitalità del territorio. Il Saharawi è anche fierezza, dignità e desiderio di allestire una piccola oasi di pace e benessere, compatibilmente alle condizioni, per tutti i profughi che lo popolano.
Il Progetto Saharawi ci vede fino all’Aprile 2010 partner dell’Istituzione Centro Nord Sud e della Regione Toscana, che lo cofinanzierà fino a quella data, dopodichè potrebbe essere chiuso per mancanza di fondi. AIC negli ultimi anni, come già sottolineato ha fatto molto, chiamando in gioco anche collaboratori quali medici e tecnici, riuscendo così a sfondare il muro dell’ignoranza sulla celiachia, in un angolo di deserto dove si registra un’incidenza del 5,6% circa.
Si sono acquistati beni materiali, si è costruito un dipartimento di celiachia, si sono inviati alimenti senza glutine nel rispetto delle indicazioni forniteci per quantità e qualità dal loro Ministero della Salute, ma soprattutto si è lavorato per iniziare a rendere i Saharawi autonomi nel gestire la celiachia in ogni sua parte: diagnosi, follow-up, dieta. Oggi si dispone in loco di un’equipe medica operante nel dipartimento di celiachia locale, che è cosi formata: 1 direttore di dipartimento del Ministero della Salute locale, 2 medici saharawi gastroenterologi, 1 nutrizionista e 7 tecnici di laboratorio. Da pochi mesi inoltre, si sta lavorando alla realizzazione del registro dei celiaci saharawi in formato elettronico, in stretta collaborazione con l’Italia.
Dettagliati resoconti delle nostre attività sono riportati sul sito www.celiachia.it, nel quale è stata completamente rinnovata la sezione dedicata al Saharawi, che vi preghiamo di visionare per prendere maggior coscienza di quanto è stato fatto e per conoscere virtualmente questo popolo e il suo territorio.
Molto ancora, però, c’è da fare.
Per questo mi rivolgo ad ogni regione, chiedendo il sostegno al progetto, non solo morale, ma anche economico. Io, e spero tutti voi comprendiate, mi auguro che l’attuale progetto con l’Aprile 2010, venga totalmente adottato da AIC, divenendo un nostro progetto nazionale:
IL PROGETTO AIC PER I SAHARAWI.
Il costo globale ammonta in 130.000,00 euro/anno, con i quali si può garantire ad ogni celiaco saharawi 7 kg di prodotti senza glutine al mese, un iter diagnostico strutturato e controlli periodici.
Fino ad oggi nulla si è chiesto alla Federazione in termini di contributo economico, ma siamo andati avanti con i sostegni delle AIC regionali che colgo qui l’occasione di ringraziare.
Per il futuro, abbiamo già la disponibilità di AIC Toscana con 10.000,00 euro, AIC Lombardia con 20.000,00 euro e l’Associazione Spagnola Catalunya che cercherà di superare il contributo di 3.000,00 euro con cui partecipò lo scorso anno.
Il mio appello è ora rivolto a voi tutti, affinché possiate contribuire secondo le vostre possibilità.
Non abbandoniamo il Saharawi.
Cordiali Saluti.