AIC Lombardia in Fuga dal Glutine

Progetto "In Fuga Dal Glutine" - A.A. 2008-2009

L'obiettivo generale del Progetto "In fuga dal glutine" era quello di offrire un sostegno alla classe in cui è inserito il bambino celiaco per affrontare e vivere in maniera più consapevole e responsabile la condizione celiaca. Nello specifico, lo scopo del progetto era quello di favorire l'apprendimento delle nozioni base circa la condizione celiaca e di promuovere forme di collaborazione tra i compagni affinchè la vita di classe scorra con maggiore serenità.

Nel Progetto sono state coinvolte circa trenta scuole primarie collocate sul territorio della regione Lombardia. L'intervento in ciascuna scuola è stato così strutturato:

  1. incontro con gli insegnanti (esperti AIC) per illustrare a grandi linee il progetto, presentare gli aspetti medici-nutrizionali della condizione celiaca e suggerire alcune attività post-intervento da realizzare con il gruppo classe;
  2. incontro con il gruppo classe (esperti MEAN) per coinvolgere i bambini in una serie di attività (fiaba, attività di rinforzo) atte a favorire la riflessione sugli aspetti psico-sociali della condizione celiaca e promuovere un comportamento responsabile da parte dell'intero gruppo classe nei confronti della celiachia.

Lo strumento della fiaba terapeutica è stato scelto in quanto induce il bambino ad identificarsi con il personaggio-base ideato favorendo nel bambino l'adozione delle sue strategie di risoluzione dei problemi.

Per quanto riguarda le attività di rinforzo sono state ideate due specifici giochi: il puzzle e il ristorante. Attraverso l'attività del puzzle ci si è posti l'obiettivo di favorire la collaborazione tra gruppi differenti, evidenziando la necessità dell'aiuto reciproco per portare a termine il compito assegnato. La classe è stata pertanto portata a riflettere sull'importanza del benessere di ciascun bambino e di come sia possibile sostenere tale aspetto, da parte della collettività, al fine di raggiungere la serenità dell'intero gruppo classe.

L'attività del ristorante, invece, è stata pensata con l'obiettivo di verificare l'apprendimento delle nozioni relative all'alimentazione del bambino celiaco e di favorire la riflessione nei confronti delle diverse necessità alimentari dei compagni di classe, evidenziando come, non solo la celiachia, ma anche altre forme di intolleranze/allergie, comportino delle limitazioni. La valutazione dell'intervento si basa sulle osservazioni e sui resoconti fatti dalle psicologhe e sull'analisi dei materiali prodotti dalle classi coinvolte nel progetto.

La fiaba si è rivelata un strumento utile al raggiungimento degli obiettivi prefissati ed efficace nel catturare l'attenzione e l'interesse dei bambini. Durante la riflessione di classe, successiva alla narrazione della fiaba, infatti, i bambini hanno dimostrato di aver recepito sia i contenuti manifesti (riferimenti insiti nei nomi delle città e dei personaggi; sintomi della condizione celiaca), sia i messaggi più celati e profondi da inferire a partire dalla fiaba (tema della contaminazione, dell'importanza della collaborazione e del benessere comune).

Inoltre, tutto il gruppo classe ha mostrato di sentirsi coinvolto e partecipe durante la narrazione, introducendo spontaneamente e anticipando alcuni elementi che sono stati poi ripresi durante la discussione di gruppo. Il materiale è stato altresì apprezzato da molte delle insegnanti che hanno partecipato agli incontri; da loro è arrivata spesso la richiesta di poter avere il testo della fiaba e le tavole illustrate relative alla fiaba.

Per quanto riguarda il puzzle, si è rivelato uno strumento utile per promuovere la collaborazione tra gruppi. Due sono le situazione che si sono venute maggiormente a creare:

  1. la soluzione del puzzle con riferimento spontaneo alla fiaba;
  2. la soluzione del puzzle senza riferimento alla fiaba.

Nel primo caso i bambini (per lo più di terza, quarta e quinta) hanno immediatamente collegato il significato dell'esercitazione agli insegnamenti veicolati dalla storia. Ciò è stato ancora più evidente quando due classi diverse giocavano contemporaneamente; in tale caso, infatti, la diversità non era data solo dai differenti gruppi di gioco, ma anche dalla presenza di bambini provenienti da altre classi.

La collaborazione tra i singoli, invece, è stata affrontata durante l'attività del ristorante. Il "menù" creato da ciascun sottogruppo doveva infatti considerare non solo le limitazioni alimentari legate alla celiachia, ma anche le eventuali intolleranze/allergie di altri compagni che componevano il proprio sottogruppo. Durante gli ultimi incontri, si è inoltre, introdotta una novità per le classi quarte e quinte: la psicologa si dichiarava intollerante a qualche alimento (ad es. il latte) e, di conseguenza, i diversi gruppi erano invitati a tenere in considerazione anche le sue esigenze alimentari.

Nel complesso, la creazione del menù ha rappresentato una sorta di verifica di quanto appreso precedentemente; i bambini hanno infatti dimostrato di aver compreso quanto proposto attraverso la scelta sia dei piatti da includere nel menù, sia dei nomi attribuiti al ristorante. Nello specifico, attraverso l'analisi della scelta dei piatti è possibile rilevare tre livelli di apprendimento che corrispondono grosso modo alle diverse fasce d'età.

Mentre i più piccoli mostrano di avere una visione semplicistica del cibo che si riflette nella scelta degli ingredienti di base e non di una portata (es. riso, carne, pesce, verdure), i bambini più grandi adottano un atteggiamento cauto o sofisticato. I "cauti" hanno ipergeneralizzato l'apprendimento associando ad ogni portata la dicitura "per celiaci" oppure accostando il simbolo della spiga sbarrata anche se il piatto in sé non lo richiedeva. I "sofisticati", invece, hanno pensato a portate elaborate (es. sugo di cinghiale, aragosta) e hanno utilizzato il simbolo della spiga sbarrata solo dove necessario. Per quanto riguarda i nomi dei ristoranti, accanto a nomi di fantasia (es. Ratatouille) e a nomi diristoranti realmente esistenti (es. "La pergola"), sono stati inventati nomi inerenti al glutine o alla celiachia: "in fuga dal glutine"; "Ristorante senza glutine"; "Torre celiaca"; "La celiachia"; "Celiacspecial".

Al termine del Progetto è opportuno evidenziare i punti di forza degli interventi.

  1. coinvolgimento degli insegnanti: l'intervento in classe si è rivelato più efficace nel caso in cui le insegnanti erano fisicamente presenti durante l'incontro e mostravano interesse e partecipazione nei confronti dello stesso. Inoltre, l'efficacia dell'intervento è stata positivamente condizionata dalla precedente preparazione dei bambini sull'argomento celiachia. Nel caso in cui le insegnanti avevano già affrontato la tematica attraverso una discussione e/o un gioco, i bambini si sono dimostrati più interessati e partecipi.
  2. presenza di più classi all'intervento: l'intervento è risultato più divertente e coinvolgente nel caso in cui due classi hanno partecipato contemporaneamente all'incontro.
    Probabilmente il fatto di lavorare e confrontarsi con bambini "nuovi" ha consentito di interrompere temporaneamente le consuete dinamiche di classe per sperimentarsi in ruoli differenti (es. tutor di bambini meno esperti).
  3. presenza del bambino celiaco: la presenza di un compagno celiaco, e non solo dell'insegnante, è stata di sicuro giovamento. Il ruolo del bambino celiaco, come pensato durante la progettazione, è stato quello di un "esperto" senza necessariamente essere "protagonista" additato dagli altri compagni come diverso. Il gruppo classe è stato il vero protagonista e destinatario dell'intervento.
  4. gestione degli spazi: la possibilità di avere a disposizione uno spazio aperto per l'intervento è stato un elemento utile alla buona riuscita dello stesso. In questo caso la palestra o un laboratorio si sono rivelati più adatti rispetto all'aula tradizionale.
MEANIl team di Mean
25.5.09


ultima modifica:27/06/2009
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